mercoledì 14 giugno 2017

Il patto a quattro abortito


Il testo della Riforma approvato dalla I Commissione della Camera con i voti PD-FI-LN-M5S e discusso in Aula il 6-7 giugno 2017
    (tratto dal sito della Camera)

08/06/2017
La discussione sulle linee generali sul testo di riforma del sistema elettorale, approvato dalla I Commissione al termine dell'esame in sede referente,  si è svolta in Assemblea nella giornata di lunedì 5 giugno 2017. Nella seduta dell'8 giugno 2017, dopo l'approvazione, con votazione segreta, degli identici emendamenti 1.512 Fraccaro e 1.535 Biancofiore, volti a superare la disciplina speciale per il Trentino Alto-Adige, prevista nel testo approvato dalla Commissione, è stato richiesto il rinvio in Commissione del provvedimento su cui l'Assemblea ha deliberato favorevolmente.

Il testo che approvato dalla I Commissione nella seduta del 5 giugno 2017 definisce un sistema elettorale proporzionale in cui il territorio nazionale è articolato, per quanto riguarda la Camera, in 28 circoscrizioni e in 225 collegi uninominali e, per quanto riguarda il Senato, nelle 20 regioni e in 112 collegi uninominali. I collegi allegati al DPR 361/1957 e al D.Lgs. 533/1993 corrispondono – per la Camera - ai collegi definiti dalla legge Mattarella per il Senato (D.Lgs. 535 del 1993) e – per il Senato – all'accorpamento dei collegi della Camera, come rideterminati in base al testo.
Alla Camera l'attribuzione dei seggi alle liste avviene a livello nazionale in ragione proporzionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.
Sono ammesse al riparto dei seggi le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi o le liste rappresentative di minoranze linguistiche che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi nella circoscrizione (cd. soglia di sbarramento).
Per il Senato, l'assegnazione dei seggi avviene invece a livello regionale, anche in tal caso con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.
Sono ammesse al riparto dei seggi: le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi nonché le liste che abbiano conseguito sul piano regionale almeno il 20 per cento dei voti validi.
I seggi spettanti a ciascuna lista in ogni circoscrizione sono quindi attribuiti nei collegi uninominali e alle liste circoscrizionali: nei limiti dei seggi spettanti a ciascuna lista in base a tale riparto sono proclamati eletti, per ogni circoscrizione, dapprima i candidati che sono risultati "primi del collegio", secondo l'ordine decrescente delle relative cifre individuali percentuali, successivamente i candidati della lista circoscrizionale, secondo l'ordine numerico e, infine, i restanti candidati nei collegi uninominali, secondo l'ordine decrescente delle relative cifre individuali percentuali.
Sono dettate norme per favorire il rispetto dell'equilibrio di genere, sia nelle candidature delle liste circoscrizionali sia nei collegi uninominali.
Una disciplina specifica è mantenuta per i seggi attributi nelle circoscrizioni Estero e nelle regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige.

Si ricorda che nel corso della legislatura, è intervenuta dapprima la sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 cui è seguita l'approvazione da parte del Parlamento della legge n. 52/2015 che ha disciplinato un nuovo sistema elettorale per la Camera dei deputati. Tale legge non è intervenuta sul sistema elettorale del Senato a seguito della decisione assunta nel corso dell'esame parlamentare di stralciare le disposizioni relative all'elezione del Senato in correlazione al testo di riforma costituzionale (sul quale il referendum del 4 dicembre 2016 non ha dato esito favorevole) che disponeva il superamento del sistema bicamerale paritario e la trasformazione del Senato in organo elettivo di secondo grado.  Per l'elezione del Senato della Repubblica trovano dunque attualmente applicazione le norme contenute nel D.Lgs. n. 533/1993, Testo unico per l'elezione del Senato della Repubblica, come risultanti a seguito della richiamata sentenza n. 1 del 2014. Da ultimo, sulla disciplina dettata dalla legge 52/2015 è intervenuta la sentenza n. 35 del 25 gennaio 2017 della Corte costituzionale che ha, in particolare, dichiarato l'illegittimità costituzionale delle disposizioni che prevedono un turno di ballottaggio e delle norme che consentono "al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione". 

Legge elettorale Civica e le Riforme in corso. Registrazioni convegno 7 giugno all'Umanitaria


Sulla Riforma elettorale e la proposta di Legge elettorale Civica si è svolto un importante convegno che ha visto la partecipazione di vari esperti, dopo l'introduzione di Giorgio Galli:

Daniele Comero

Antonio Agosta

Felice Besostri

Aldo Giannuli


Le registrazioni audio e video dell'incontro di studio del 7 giugno sono disponibili sul sito della LCI al link:


https://www.listacivicaitaliana.org/2017/lattuale-legge-elettorale-e-incostituzionale-i-video-degli-esperti-che-lo-dimostrano/



Il video di Daniele Comero al link:

https://youtu.be/tGAB6W5V8SU




lunedì 8 maggio 2017

Presentata la LEX CIVIBUS


Il tavolo dei relatori, da destra: Felice Besostri, Giorgio Galli e Daniele Comero


Registrazione audio degli interventi di Giorgio Galli, Felice Besostri e Daniele V. Comero:





martedì 11 aprile 2017

LEX CIVIBUS

Una buona notizia c'è, tra le tante negative che i media riversano nelle nostre case ogni giorno.

Una soluzione ragionevole al problema della legge elettorale per le Politiche esiste.

Come era stato anticipato nei mesi scorsi.

Se ne parlerà nel prossimo incontro del 3 maggio 2017, in Umanitaria a Milano nell'ambito del ciclo di incontri "Le parole della Politica" di Alfredo Marini, da un punto di vista tecnico tra quanti sono veramente interessati al tema.
Lo scopo è quello di coinvolgere i Decisori politici per arrivare in tempo alle prossime Politiche con una legge "armonizzata" e rispettosa della sovranità popolare.

Interventi di:

Giorgio Galli, Daniele V. Comero, Felice Besostri e Aldo Giannuli.

Qui il programma dell'incontro del 3 maggio 2017, alle ore 18,30:




Visto il carattere operativo dell'incontro si darà per acquisito lo stato di fatto della normativa elettorale dopo le due sentenze della Consulta - la N°35/2017 e la N° 1/2014.

Si rimanda al N° 1 del 2017 della Rivista CIVICA, disponibile in questo Blog, dove è riportata la sentenza N° 35, pubblicata a metà febbraio.
Gli effetti di tale importante e storica sentenza sono stati esaminati in tutta la loro complessità nel corso di due giorni di audizioni alla Camera dei Deputati.
Chi volesse approfondire quanto emerso dalle audizioni degli esperti presso la 1° Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati dei primi di marzo 2017 può accedere ai resoconti parlamentari. 

Il resoconto delle audizioni con l'intervento di Felice Besostri del 2 marzo è pubblicato sul sito della Camera a questo link
mentre quello del giorno successivo si trova a questo  link.

venerdì 20 gennaio 2017

La macchina del tempo secondo i due Matteo

Secondo i due Matteo, Renzi e Salvini, la soluzione al problema dei sistemi elettorali disarmonici per le elezioni politiche è risolvibile facendo rivivere il cosiddetto "Mattarellum", il vecchio sistema approvato dal Parlamento in piena tangentopoli nell'agosto del 1993.
Una legge elettorale maggioritaria complicata, giustificata dal clima di quel momento, che opera un particolare mix di proporzionale e maggioritario.
Due mesi dopo, nell'ottobre del 1993, a Milano, avevo organizzato un incontro di studio sul Mattarellum, invitando anche il relatore della legge alla Camera Sergio Mattarella, che venne volentieri insieme con Gianfranco Miglio e Giorgio Galli a spiegare le ragioni della riforma.
Oggi proporre di far rinascere quel sistema sarebbe come riportare le lancette dell'orologio indietro, così potremmo ritornare allo stesso punto, nel mio caso con tanti capelli scuri, come nella foto qui sotto con Giorgio Galli al convegno del 1993. A ben vedere già allora il Mattarellum mi era andato per traverso, a giudicare dalla faccia torva... 







martedì 17 gennaio 2017

Armonizzare? Non si può, è tutto da rifare...

Nell'incontro di mercoledì 11 gennaio con Giorgio Galli e Amos Nannini si è ragionato sui sistemi elettorali vigenti per le elezioni Politiche sulla base della relazione di Daniele Vittorio Comero.
Le conclusioni a cui si è giunti sono chiare: vi è la pratica impossibilità di "armonizzare" i sistemi elettorali risultanti dalle varie riforme, per cui non rimane altra strada che riscrivere una legge elettorale coerente e leggibile a tutti i Cittadini.


La registrazione completa fatta da Elisa Richicchi è qui:

https://drive.google.com/file/d/0Bz0J6R3eQxUVeFMtUWZaWVVxN2c/view

E' stata così lanciata la proposta di una nuova legge, denominata

LEX CIVIBUS

 























Slide LEX CIVIBUS di D.V.Comero:





sabato 7 gennaio 2017

Proposta di legge elettorale: LEX CIVIBUS

Gli elettori con il voto del 4 dicembre 2016 hanno respinto a larga maggioranza la revisione costituzionale presentata nell’aprile del 2014 e approvata dal Parlamento nel 2016.
Ora è evidente la disarmonia dell’ordinamento elettorale, nei sistemi elettorali di Camera e Senato. Durante le consultazioni per formare il nuovo governo il Presidente della Repubblica ha invitato a rivolgere tutti gli sforzi a superare tale difficoltà.
Nel prossimo incontro si cercherà di valutare, nel pieno rispetto della Carta costituzionale, in attesa dell’udienza del 24 gennaio 2016 della Corte Costituzionale, i passi necessari per 
Armonizzare i sistemi elettorali di Camera e Senato
Oltre a fare il punto sulla complicata situazione della normativa elettorale post-referendun, verrà presentata la proposta di legge elettorale messa a punto dall'Istituto: LEX CIVIBUS.
 
 

venerdì 18 novembre 2016

Dopo il voto che cosa succederà?

In attesa che la Corte Costituzionale dica la sua sull'Italicum. Dopo il referendum si ritornerà punto e a capo. 
Si ricomincia con la storia delle legge elettorale da mettere a posto.
Il risultato finale molto probabilmente sarà quello di tre anni buttati al vento dietro ad idee che si sono rivelate per quello che erano sin dall'inizio: strampalate.





Incontro a Limbiate (Monza) il 18 novembre


venerdì 11 novembre 2016

mercoledì 12 ottobre 2016

La lezione dalle Elezioni-fantasma per i Consigli metropolitani

Il dato politico nazionale è che i sindaci cinquestelle di Torino e Roma, nonchè De Magistris a Napoli, non hanno una maggioranza nei rispettivi consigli metropolitani, mentre i consigli metropolitani di Milano e Bologna si confermano a guida PD.
Questi i risultati emersi dagli scrutini del voto metropolitano di secondo livello di domenica 9 ottobre.
Però, se è vero che i grillini romani e torinesi non hanno una maggioranza predefinita, è anche vero che hanno ottenuto un peso enorme nei consigli metropolitani di Torino e Roma, pari o superiore al PD, che invece ha impiegato tanti anni a costruirsi una base diffusa a livello territoriale, comune per comune. Non tre mesi come il M5S.
Questo è uno dei frutti acerbi del sistema ponderato della legge Delrio, che fa da moltiplicatore....

l'articolo prosegue sul giornale on line, al link:
 
 
Un altro commento sui risultati elettorali per il Consiglio metropolitano di Milano è sul giornale on line ArcipelagoMilano N° 32 di oggi: