martedì 11 aprile 2017

LEX CIVIBUS

Una buona notizia c'è, tra le tante negative che i media riversano nelle nostre case ogni giorno.

Una soluzione ragionevole al problema della legge elettorale per le Politiche esiste.

Come era stato anticipato nei mesi scorsi.

Se ne parlerà nel prossimo incontro del 3 maggio 2017, in Umanitaria a Milano nell'ambito del ciclo di incontri "Le parole della Politica" di Alfredo Marini, da un punto di vista tecnico tra quanti sono veramente interessati al tema.
Lo scopo è quello di coinvolgere i Decisori politici per arrivare in tempo alle prossime Politiche con una legge "armonizzata" e rispettosa della sovranità popolare.

Interventi di:

Giorgio Galli, Daniele V. Comero, Felice Besostri e Aldo Giannuli.

Qui il programma dell'incontro del 3 maggio 2017, alle ore 18,30:




Visto il carattere operativo dell'incontro si darà per acquisito lo stato di fatto della normativa elettorale dopo le due sentenze della Consulta - la N°35/2017 e la N° 1/2014.

Si rimanda al N° 1 del 2017 della Rivista CIVICA, disponibile in questo Blog, dove è riportata la sentenza N° 35, pubblicata a metà febbraio.
Gli effetti di tale importante e storica sentenza sono stati esaminati in tutta la loro complessità nel corso di due giorni di audizioni alla Camera dei Deputati.
Chi volesse approfondire quanto emerso dalle audizioni degli esperti presso la 1° Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati dei primi di marzo 2017 può accedere ai resoconti parlamentari. 

Il resoconto delle audizioni con l'intervento di Felice Besostri del 2 marzo è pubblicato sul sito della Camera a questo link
mentre quello del giorno successivo si trova a questo  link.

venerdì 20 gennaio 2017

La macchina del tempo secondo i due Matteo

Secondo i due Matteo, Renzi e Salvini, la soluzione al problema dei sistemi elettorali disarmonici per le elezioni politiche è risolvibile facendo rivivere il cosiddetto "Mattarellum", il vecchio sistema approvato dal Parlamento in piena tangentopoli nell'agosto del 1993.
Una legge elettorale maggioritaria complicata, giustificata dal clima di quel momento, che opera un particolare mix di proporzionale e maggioritario.
Due mesi dopo, nell'ottobre del 1993, a Milano, avevo organizzato un incontro di studio sul Mattarellum, invitando anche il relatore della legge alla Camera Sergio Mattarella, che venne volentieri insieme con Gianfranco Miglio e Giorgio Galli a spiegare le ragioni della riforma.
Oggi proporre di far rinascere quel sistema sarebbe come riportare le lancette dell'orologio indietro, così potremmo ritornare allo stesso punto, nel mio caso con tanti capelli scuri, come nella foto qui sotto con Giorgio Galli al convegno del 1993. A ben vedere già allora il Mattarellum mi era andato per traverso, a giudicare dalla faccia torva... 







martedì 17 gennaio 2017

Armonizzare? Non si può, è tutto da rifare...

Nell'incontro di mercoledì 11 gennaio con Giorgio Galli e Amos Nannini si è ragionato sui sistemi elettorali vigenti per le elezioni Politiche sulla base della relazione di Daniele Vittorio Comero.
Le conclusioni a cui si è giunti sono chiare: vi è la pratica impossibilità di "armonizzare" i sistemi elettorali risultanti dalle varie riforme, per cui non rimane altra strada che riscrivere una legge elettorale coerente e leggibile a tutti i Cittadini.


La registrazione completa fatta da Elisa Richicchi è qui:

https://drive.google.com/file/d/0Bz0J6R3eQxUVeFMtUWZaWVVxN2c/view

E' stata così lanciata la proposta di una nuova legge, denominata

LEX CIVIBUS

 























Slide LEX CIVIBUS di D.V.Comero:





sabato 7 gennaio 2017

Proposta di legge elettorale: LEX CIVIBUS

Gli elettori con il voto del 4 dicembre 2016 hanno respinto a larga maggioranza la revisione costituzionale presentata nell’aprile del 2014 e approvata dal Parlamento nel 2016.
Ora è evidente la disarmonia dell’ordinamento elettorale, nei sistemi elettorali di Camera e Senato. Durante le consultazioni per formare il nuovo governo il Presidente della Repubblica ha invitato a rivolgere tutti gli sforzi a superare tale difficoltà.
Nel prossimo incontro si cercherà di valutare, nel pieno rispetto della Carta costituzionale, in attesa dell’udienza del 24 gennaio 2016 della Corte Costituzionale, i passi necessari per 
Armonizzare i sistemi elettorali di Camera e Senato
Oltre a fare il punto sulla complicata situazione della normativa elettorale post-referendun, verrà presentata la proposta di legge elettorale messa a punto dall'Istituto: LEX CIVIBUS.
 
 

venerdì 18 novembre 2016

Dopo il voto che cosa succederà?

In attesa che la Corte Costituzionale dica la sua sull'Italicum. Dopo il referendum si ritornerà punto e a capo. 
Si ricomincia con la storia delle legge elettorale da mettere a posto.
Il risultato finale molto probabilmente sarà quello di tre anni buttati al vento dietro ad idee che si sono rivelate per quello che erano sin dall'inizio: strampalate.





Incontro a Limbiate (Monza) il 18 novembre


venerdì 11 novembre 2016

mercoledì 12 ottobre 2016

La lezione dalle Elezioni-fantasma per i Consigli metropolitani

Il dato politico nazionale è che i sindaci cinquestelle di Torino e Roma, nonchè De Magistris a Napoli, non hanno una maggioranza nei rispettivi consigli metropolitani, mentre i consigli metropolitani di Milano e Bologna si confermano a guida PD.
Questi i risultati emersi dagli scrutini del voto metropolitano di secondo livello di domenica 9 ottobre.
Però, se è vero che i grillini romani e torinesi non hanno una maggioranza predefinita, è anche vero che hanno ottenuto un peso enorme nei consigli metropolitani di Torino e Roma, pari o superiore al PD, che invece ha impiegato tanti anni a costruirsi una base diffusa a livello territoriale, comune per comune. Non tre mesi come il M5S.
Questo è uno dei frutti acerbi del sistema ponderato della legge Delrio, che fa da moltiplicatore....

l'articolo prosegue sul giornale on line, al link:
 
 
Un altro commento sui risultati elettorali per il Consiglio metropolitano di Milano è sul giornale on line ArcipelagoMilano N° 32 di oggi:
 
 
 

sabato 8 ottobre 2016

Elezioni metropolitane, si vota domenica 9 ottobre

Elezioni di secondo grado a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.
A Milano sulla regolarità del voto ci sono molti dubbi...
 
Si vota con un sistema elettorale proporzionale ponderato. L’aggettivo ponderato non deve trarre in inganno il lettore, che pensa subito ad un sistema meditato, ben fatto, realizzato con la dovuta attenzione.
Niente di tutto questo, ponderato vuol dire che un elettore pesa e conta tanto mentre un 'altro pesa e conta poco.
Ad esempio: un elettore di un piccolo comune pesa 5 punti mentre uno del comune di Milano pesa 714 punti.
Due pullman pieni di consiglieri comunali, provenienti con molta fatica dai piccoli comuni alla periferia di Milano, pareggiano a mala pena un consigliere del comune di Milano, che domenica in cinque minuti va al seggio a votare.
Questa è la parte dolente della riforma Delrio...
 
L'articolo prosegue sul N° 32, al link:

 
Che cosa sono queste misteriose Elezioni metropolitane?
certamente un UFO elettorale…
Pochi sanno che il 9 ottobre si vota per le Città metropolitane,
per chi vuole saperne di più, link ai giornali on line:
 
 
 L'Indipendenza
​.com​
 

A Milano, secondo Affaritaliani.it, è già tutto deciso, ecco il risultato:

​Lunedì il risultato,​ dopo la conta dei voti ponderati...

mercoledì 14 settembre 2016

Pazza idea. Si può proporre uno scambio alla pari con Renzi?

Il possibile scambio “Italicum - Revisione costituzionale”

Succedono cose strane: Renzi che attacca D’Alema alla festa del Pd, a Catania, alla ricerca di un colpo di scena. La minoranza che incalza il suo segretario, che risponde di essere disponibile a cambiare l'Italicum. Cose mai viste prima.
…………….

Però, esiste una via alternativa, dove non ci sarebbero ne vinti ne vincitori.
La base è quella di uno scambio politico alla pari, che farebbe bene all'Italia, impegnandosi subito in una riforma elettorale seria,
senza i trucchi e gli inganni dell’Italicum (se non si sa che pesci pigliare c’è sempre la proposta Galli-Comero, scritta con Giorgio Galli).
In cambio Renzi potrebbe chiedere a tutte le forze politiche di appoggiare uno “spacchettamento” del quesito referendario,
come proposto dai radicali, per tentare di salvare il salvabile dopo due anni di discussioni sulla revisione della Costituzione.
Ci sono certamente alcuni grossi ostacoli giuridici da superare sul piano politico in Parlamento, per il bene dell’Italia.
L’obiettivo finale è quello di avere finalmente una buona legge elettorale, rispettosa della sovranità popolare
( senza dimenticare l’importante raccomandazione di Gianfranco Miglio, riportata qui)
accompagnata da alcuni ritocchi alla Costituzione secondo le indicazioni referendarie che emergeranno.
Solo così si potrebbe andare al voto, nel 2017 o 2018, in modo più sereno e democratico.

 
Articolo completo sul giornale online “Termometro Politico” al link



venerdì 9 settembre 2016

Italicum e revisione costituzionale: a chi giova?

Tanto fermento e ancora non si sa la data del referendum sulla Revisione costituzionale Renzi-Boschi approvata a inizio aprile. Il premier Renzi dopo la sconfitta elettorale di giugno continua a spostare la data: prima doveva essere a inizio ottobre, poi la Corte costituzionale ha fissato la discussione sull’Italicum al 4 ottobre per cui, temendo un giudizio negativo, prudentemente hanno spostato sempre più il là il momento della conta: fine ottobre, metà novembre ed ora si sente parlare di votare a metà dicembre, invadendo per la prima volta il territorio comunicativo di Babbo Natale.
La vittoria dei “gufi” è possibile, anzi è prefigurata dai sondaggisti, per cui qualcosa dovranno inventare per non contarli. L’improvvisa apparente semplificazione della politica è evidente. Ha preso una forma duale, Si o No. Basta con i tanti sottili distinguo: comunista, socialista, democristiano di un tipo o dell’altro, liberale o neofascista. Ora è tutto bianco o nero, niente grigi di mezzo. Un mondo politico semplificato, che si aspettava da molto tempo, dal tempo dei guelfi e dei ghibellini. Le buone notizie finiscono qui.
Dichiaro subito, per onestà intellettuale, qual è la mia posizione: sono per il No, ragionato. Dopo la stipula del patto Renzi-Berlusconi, 18 gennaio 2014, ho seguito attentamente il processo legislativo in Parlamento, con l’evolversi delle varie proposte, prima con l’Italicum e dopo con la Revisione costituzionale, che ha dovuto risolvere ciò che non era stato precedentemente risolto.
In verità, la prima versione del patto del Nazareno non era così male, è stata la gestione in Aula operata dai rispettivi colonnelli che ne ha degradato la realizzazione, tanto che in un articolo precedente è stato accostato al patto Molotov-Ribbentrop.
Ora che gli schieramenti sono in campo, si può anche ragionare sul senso delle cose fatte e su cosa potrebbe succedere in futuro. Un punto deve essere chiaro: queste di cui si sta parlando non sono “Riforme” ma “revisioni legislative”, per giunta di dubbia utilità per chi le ha sostenute.
Mi spiego meglio. L’Italicum, la legge 52/2015, è il pezzo forte di tutta l’operazione di revisione istituzionale, perché ribalta la forma di governo prevista in Costituzione, introducendo di fatto un premierato e un controllo ferreo sulla composizione della Camera e sugli altri organi costituzionali da parte dei leader dei principali partiti.
Non c’è nulla di democratico in un esproprio, con legge ordinaria, del potere di elezione dei deputati a favore di un capo partito, come fa l’Italicum. E’ una cessione di sovranità popolare in cambio di nulla, di vaghe promesse che impegnano solo chi ha la sventura di ascoltarle.
Un esempio forse può rendere meglio l’idea su queste presunte riforme, senza entrare in fastidiosi dettagli tecnici. Si possono paragonare a un “kit” per modificare l’automobile, sono dispositivi che permettono di moltiplicare le prestazioni e aggirare i controlli sulla velocità e le emissioni.
La legge elettorale e il testo di revisione della costituzione assomigliano più a manuali per l’elaborazione del motore e della centralina elettronica di un auto. Non sono leggi che stanno in piedi da sole. La controprova è semplice: basta provare a leggere l’Italicum e si ha l’impressione di trovarsi di fronte a uno scatolone con dentro pezzi vari, un carburatore, gomme nuove ecc…
Non è una macchina finita, pardon, una riforma a se stante.
E si vede bene, ad un posto di blocco della polizia, un occhio attento può vedere che la macchina è truccata. In tal caso c’è il serio rischio di ritiro della patente al conducente e di multa a tutta l’allegra compagnia che pensa di viaggiare a mille sull’auto truccata.
Si è già detto del 4 ottobre, quando toccherà ai giudici della Corte Costituzionale, chiamati soprattutto per merito dell’avv. Felice Besostri, ad eseguire un doveroso controllo. “Chiederemo che vengano rimessi in discussione non solo i punti segnalati dai Tribunali di Torino e Messina, ma della costituzionalità dell’intera legge. Se la Corte accetterà, per assicurare il contradditorio, ci vorrà un rinvio probabilmente a dopo il referendum costituzionale- ha dichiarato Besostri - Se la legge fosse dichiarata anche solo parzialmente incostituzionale il risultato potrebbe essere che questo parlamento, eletto nel modo che sappiamo, quanto meno non sa scrivere le leggi”.

Precedenti articoli:
giugno 2015
http://www.lindipendenzanuova.com/italikum-come-faranno-volare-i-seggi-da-una-regione-allaltra/

marzo 2014
http://www.termometropolitico.it/blog/approvato-un-mezzo-italicum-viagra-per-la-ii-repubblica


Si segnala anche:
http://www.leurispes.it/habemus-italicum/

La “Casa del Si”

Milano è sempre avanti. Settimana scorsa c’è stata l’inaugurazione di un nuovo luogo simbolo - la “Casa del Si” - per mano della ministra Boschi, che ha aperto ufficiosamente la campagna elettorale referendaria per il Si. Le cronache riportano di qualche piccola contestazione che non guastano, anzi, la rendono più umana. "È una Casa dove tutti saranno i benvenuti, chi avrà voglia di confrontarsi e informarsi sulla riforma, ma anche chi vorrà dare una mano - ha spiegato la Boschi - Le prossime settimane saranno importanti e l'impegno dovrà aumentare, per spiegare le ragioni del sì."
L’iniziativa è utile, soprattutto per quei genitori alle prese con adolescenti riottosi, con la sindrome del no a tutto. Potrebbero tentare un ultimo disperato tentativo, portandoli in visita al sacro luogo dedicato al Si.
Chi ha bisogno della cura inversa, invece, deve sapere che “Crescere è anche saper dire di No”, slogan del Comitato del No, che non è rivolto solo a signorine troppo compiacenti. In programma c’è anche un convegno “Le ragioni del No” con un variegato gruppo di giuristi e esponenti politici come Roberto Calderoli, Giuseppe Valditara e Paolo Grimoldi (l’appuntamento è per venerdì 16 settembre alle ore 16, all’Hotel Cavalieri in p.za Missori, Milano).

mercoledì 6 luglio 2016

Elezioni metropolitane, riservate a pochi…

Le precedenti elezioni dei Consigli metropolitani del 2014

La riforma Delrio assegna al sindaco del capoluogo anche il titolo di sindaco metropolitano e gli impone di procedere a tambur battente alle nuove elezioni per il consiglio. Una soluzione che presenta un grosso deficit democratico, accettabile se transitoria, non in pianta stabile.
Ora, dopo l’elezione dei sindaci delle grandi città – Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli – c’è una coda molto importante, riservata ai politici, con l’elezione dei consigli metropolitani.
Ci sarebbe voluto una la legge elettorale per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano, per bilanciare il sovraccarico di potere sul primo cittadino del capoluogo. Per questo abbiamo studiato con l’aiuto di molti esponenti della società civile, la proposta di legge elettorale metropolitana Besostri-Comero, riportata qui, depositata anche in Senato. Lavoro inutile, il problema si ripresenta identico al prossimo appuntamento elettorale.
Un caso su tutti è emblematico: Torino. Fassino ha speso tutta la sua influenza politica per ottenere il “raddoppio” dei poteri con la Delrio, con il risultato che alle prime elezioni ha perso tutta la posta, vinta da Chiara Appendino del M5S, che si ritrova a comandare Torino più una lunga fila di comuni torinesi a guida PD. Anche lì si andrà a rinnovare il Consiglio di 18 membri.
A Roma e Milano il Consiglio metropolitano è di 24 membri. Sono eletti non dai cittadini ma da un ristretto numero di amministratori comunali, con elezioni di secondo grado. A Milano due anni fa si sono presentati ai seggi di Palazzo Isimbardi 1.657 amministratori su 2.054 e come in epoca feudale, ogni politico ha un suo “peso”. Non fisico, ma politico, poiché il ristretto numero di elettori si suddivide in grandi, medi e piccoli elettori.
I grandi elettori sono i consiglieri del comune di Milano che valgono 714 punti, quelli di Sesto S.G., Cinisello o Rho, medio-grandi, valgono meno di un decimo, 62 punti. I piccoli elettori dei comuni sotto i tremila abitanti, che normalmente rappresentano vasti territori, pesano 5 punti, qualcosa in più, 11 punti, quelli fino a 5.000 residenti.
Le elezioni dei Consigli metropolitani dovrebbero tenersi a breve, con qualche incertezza sulla procedura indicata dalla legge che su questo punto – L 56/14, art. 1, comma 21 - è chiara: ”si procede a nuove elezioni del consiglio metropolitano entro 60 gg. dalla proclamazione del sindaco del capoluogo”. Purtroppo, in Italia ci vuole poco a complicare le cose, come ha fatto l’Anci e la Conferenza Stato-Città nella riunione di giovedì 30 giugno, dove hanno deciso di non leggere ciò che sta scritto nella legge.
Ad esempio a Milano Sala è stato proclamato sindaco il 21 giugno, per cui entro il 21 agosto si dovrebbe procedere ad avviare la “macchina elettorale”, non a completare le elezioni.
Subito c’è da definire il quadro degli amministratori che verranno chiamati al voto, che in questo momento è conosciuto solo in parte. Nel milanese ci sono 23 comuni che sono andati al voto in giugno e molti di loro non hanno ancora fatto il primo consiglio e proceduto alla convalida degli eletti, alla nomina delle giunte e alle conseguenti surroghe in consiglio comunale. A palazzo Marino il primo consiglio si riunirà domani 7 luglio.
Il quadro completo dei grandi elettori, sindaci e consiglieri comunali, lo si avrà non prima di metà luglio. Dopo di che occorre definire lo scadenziario, dando un tempo congruo per la formazione delle liste e la scelta dei candidati, con le sottoscrizioni da raccogliere fisicamente una per una. Impensabile ad agosto. Sarebbe saggio rimandare la raccolta delle sottoscrizioni a settembre. Intanto i vecchi Consigli lavorano. A fine settembre-inizio ottobre ci potrebbe essere il deposito formale delle liste e dei programmi. Da quel momento scatta la campagna elettorale di ventuno giorni, che finirà addosso al referendum.
In conclusione, non c’è solo la data delle elezioni da definire, ci sono tanti dettagli organizzativi da mettere a punto per votare a fine ottobre. Magari, se il Governo restituisse i soldi sottratti, ci si potrebbe arrivare con i bilanci non in profondo rosso.



Si rimanda alla versione ampliata pubblicata dal settimanale on line Arcipelago Milano

http://www.arcipelagomilano.org/archives/43588



mercoledì 15 giugno 2016

Ultime notizie - CIVICA

Una buona notizia appresa prima delle elezioni: nei giorni scorsi il Sindaco Giuliano Pisapia ha sospeso di fatto il Decreto n.89/2016 di chiusura delle Testate giornalistiche della Città metropolitana “CIVICA” eVivi l’Idroscalo” a partire dal 1° giugno, rinviando ogni decisione al prossimo Sindaco. Il decreto formalmente non è stato sospeso, semplicemente non ha dato delega ad alcuno per eseguire la cancellazione in Tribunale.
Una pausa salutare, per rivedere un atto amministrativo ingiusto. A fine aprile, subito dopo aver appreso dell’esistenza del decreto, ho lanciato un Appello al mondo della Cultura e della Società civile, con una risposta molto forte, che certamente ha contribuito a far rivedere la decisione. In pratica una richiesta di aiuto ai lettori di CIVICA che ha avuto tante adesioni riportate in parte qui sotto, che dimostra che i Periodici sono strumenti utili e necessari a un’informazione completa e di qualità al Cittadino. Rimane da sanare la ferita “sindacale” inferta, con atti non conformi alle vigenti leggi, alla professionalità dei giornalisti coinvolti. Questo però è un tema sindacale da trattare nella giusta sede.

Grazie a Tutti i firmatari riportati nella apposita sezione accessibile dal menù in alto. Infine un particolare ringraziamento a:
Fiorello Cortiana coordinatore RSU Città metropolitana di Milano
Antimo De Col CGIL Funzione Pubblica
Franco Abruzzo, consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Milano, sindaco INPGI